MA QUESTA VITA

MA QUESTA VITA

Figli, ma ditemi, questa vita

che si sveglia ogni mattina un giorno nuovo

di alberi, caduche foglie, ora che inverno ghiaccia

i rivoli d’Aspromonte, la brina la notte sulla recinzione,

ditemi, questa di uccelli di passo,

l’andare e il tornare e il comparire

alle finestre chiuse e l’odore che ristagna alle pareti

di caffè bruciato

ogni mattina,

figli ditemi

saranno così i giorni

e vedervi a ogni morte di papa,

che esserci o non esserci non cambia,

voi la vostra io la mia,

vite su strade parallele

che non si incontrano?

Se fossi un eroe, me ne andrei

a cercarlo un esistere alternativo,

troverei il modo

all’alba di un giorno nato nuovo, diverso,

sette paia di stivali per settemila leghe,

rinascere,

ricontare le ore al contrario,

e guardare la strada che s’apre, lontana:

figli!

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