MAESTRALE

Provo (se posso e se Eugenio mi autorizza) a riprendermi uno spazio poetico su questo blog che tante soddisfazioni ci diede. Non ritorno sui motivi che lo interruppero, non serve, guardo avanti. Non so neppure se tecnicamente riuscirò a impostare bene i miei scritti e neppure se essi avranno gli stessi gradimenti di prima. Ci provo e vi chiedo scusa per l’approssimazione sia del posto e soprattutto dei versi, che però, lo sapete, nascono direttamente nel cuore.

MAESTRALE

Viene da lontano terribilìo di maestrale, squassa

l’imbrunire già laggiù dove isole s’acquattano

contro l’orizzonte.

Stanno gabbiani bianchi e grigi posati sul vento,

l’ali a vela, planano sulle folate,

danzano sull’onde di latte.

Atterrisce, Arcudace, riparato scoglio

tra le gurne, dove l’onda frantumata precipita

sciacquìo di schiuma.

Mi chiedi che ci faccio a Punta Motta

anch’io gabbiano a dondolare col vento.

Non ho risposte: che ci faccio dovunque

in questi tempi, giornate ghiacce di vento

e di cuore.

Tutto a me viene da lontano, remoti

spazi tra una vita e l’altra

come quel chiarore accennato

laggiù dietro le isole

dove l’imbrunire diventa sera.

 

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17 pensieri riguardo “MAESTRALE

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